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Tecnologia del telefonoSPID e app IO per anziani: la guida in 3 passi
«Per la pensione serve lo SPID», «scarichi l'app IO», «entri con la CIE»: frasi che si sentono ovunque, spiegate quasi mai. Questa guida le traduce in parole semplici e vi accompagna davvero: cosa preparare, dove andare se il computer non lo toccate, come entrare nell'app IO la prima volta. Alla fine, la solita scheda da stampare.
Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026
Guida pratica gratuita: questa è una guida passo passo, non una pagina di vendita — non contiene link a prodotti né promozioni, solo spiegazioni chiare per ottenere lo SPID e usare l'app IO con serenità. Le informazioni seguono i siti ufficiali spid.gov.it, AgID e io.italia.it; le schermate dei gestori possono cambiare leggermente con gli aggiornamenti, ma i passaggi restano gli stessi.

Cominciamo dalla cosa più importante: non c'è nessuna fretta e nessuna scadenza che vi corre dietro. Lo SPID e l'app IO sono strumenti comodi, non obblighi con la clessidra. La pensione non si blocca se non li avete, e gli sportelli restano aperti come sempre. Detto questo, sono davvero utili: con un'unica «chiave» digitale potete vedere il cedolino della pensione, ricevere gli avvisi del Comune e pagare il bollo auto senza fare la fila. E farli una volta, con calma, è molto più semplice di come li raccontano.
Prima di scegliere la strada, controllate di avere queste quattro cose. Se le avete tutte, siete già a metà dell'opera:
| Cosa serve | Lo avete? |
|---|---|
| 📄 Un documento italiano valido — carta d'identità, patente o passaporto, non scaduti | Sì / No |
| 💳 La tessera sanitaria — oppure il tesserino del codice fiscale | Sì / No |
| ✉️ Un indirizzo email — il vostro, che potete aprire e leggere | Sì / No |
| 📱 Un cellulare vostro — quello che usate ogni giorno, che riceve gli SMS | Sì / No |
Vi manca l'email? Chiedete a un figlio o un nipote di crearvene una e di scriverla su un foglio da conservare: è il pezzo che manca più spesso, e si risolve in dieci minuti.
Cos'è lo SPID, spiegato in parole semplici?
Lo SPID è la vostra carta d'identità per internet: un nome utente e una password, più un codice che arriva sul telefono, per entrare nei siti di INPS, Comune e Agenzia delle Entrate.
Il nome completo sarebbe «Sistema Pubblico di Identità Digitale», ma potete dimenticarlo subito. Quello che conta è l'immagine: lo SPID è una chiave. Ogni volta che un sito della pubblica amministrazione deve essere sicuro che siete proprio voi — per mostrarvi la vostra pensione, i vostri documenti, i vostri pagamenti — vi chiede questa chiave invece di farvi andare allo sportello con la carta d'identità in mano.
La chiave è fatta di tre pezzi: un nome utente (di solito la vostra email), una password che scegliete voi, e un codice usa-e-getta che arriva sul vostro cellulare ogni volta che entrate — via SMS oppure dentro l'app del gestore. Quest'ultimo pezzo è quello che rende lo SPID sicuro: anche se qualcuno scoprisse la vostra password, senza il vostro telefono in mano non entrerebbe da nessuna parte.

Una precisazione che toglie molta paura: lo SPID non lo rilascia un sito qualsiasi, ma solo i gestori riconosciuti e controllati da AgID, l'agenzia del Governo per il digitale. Più sotto trovate l'elenco completo e ufficiale. E una volta fatto, lo SPID è uno solo: vale per IO, per l'INPS, per il Comune e per tutti gli enti, senza doverne fare uno per ciascuno.
Fonti: sito ufficiale spid.gov.it (cos'è SPID e come attivarlo) e AgID, Agenzia per l'Italia Digitale.
Cosa serve prima di cominciare: la lista della spesa
Servono quattro cose: un documento italiano in corso di validità, la tessera sanitaria, un'email vostra e il vostro cellulare. Senza uno di questi pezzi, la procedura si blocca a metà.
Vale per tutte le strade, di persona o da casa: i pezzi sono gli stessi. Preparateli sul tavolo prima di iniziare, come gli ingredienti prima di cucinare.
1. Il documento. Carta d'identità (anche quella elettronica), patente o passaporto: deve essere italiano e non scaduto. Se il vostro documento è scaduto, rinnovatelo prima: il gestore non può accettarlo, nemmeno con tutta la buona volontà.
2. La tessera sanitaria. Serve il codice fiscale che c'è sopra. Se non avete la tessera sanitaria, va bene anche il tesserino del codice fiscale oppure il certificato di attribuzione rilasciato dall'Agenzia delle Entrate.
3. L'email. Deve essere vostra e dovete poterci entrare: durante la registrazione arriva un codice o un link di conferma. Usare l'email di vostro figlio «per fare prima» è l'errore più comune: crea confusione per anni, perché lì arriveranno avvisi importanti che riguardano voi.
4. Il cellulare. Deve essere il vostro numero personale, quello che userete sempre per ricevere i codici. Se cambiate numero in futuro, ricordatevi di aggiornarlo presso il gestore: è il «campanello» di tutto il sistema.
Le tre strade per fare lo SPID: quale scegliere?
Le strade sono tre: di persona a uno sportello, da casa con la videochiamata, oppure da casa con la carta d'identità elettronica. Per chi non ama il computer, la prima è la più serena.
Non esiste la strada «giusta» in assoluto: esiste quella giusta per voi. Ecco il confronto onesto, con i casi veri.
| La strada | Come funziona | Per chi è fatta |
|---|---|---|
| Di persona | Andate a uno sportello abilitato (per esempio alle Poste o presso una pubblica amministrazione che offre il servizio): un operatore vi identifica guardando i vostri documenti e compila la pratica con voi. | Migliore per: chi non usa il computer, chi vuole un essere umano davanti, chi ha già sbagliato due volte da solo. |
| Da casa, con riconoscimento video | Compilate i dati sul sito del gestore e poi fate una breve videochiamata (o una registrazione audio-video) con un operatore che controlla voi e i documenti inquadrati dalla fotocamera. | Migliore per: chi si muove poco da casa ma se la cava con telefono o computer. Attenzione: con alcuni gestori questa modalità è a pagamento. |
| Da casa, con la CIE | Se avete già la carta d'identità elettronica, la usate per identificarvi da soli: il telefono la legge avvicinandola al retro, con il suo PIN, e il riconoscimento è fatto. | Migliore per: chi ha la CIE con il PIN e un telefono recente. È anche la strada che più spesso è gratuita. |
Esistono anche il riconoscimento con firma digitale e quello con la tessera sanitaria attivata come CNS, ma sono strade da «nipote tecnico»: se le avete già in casa, bene; se dovete impararle da zero solo per lo SPID, la strada di persona è dieci volte più semplice.
La regola d'oro per scegliere: se l'idea della videochiamata vi mette ansia solo a leggerla, non fate gli eroi. Andate di persona. Lo SPID si fa una volta sola: meglio farlo in mezz'ora serena allo sportello che in tre serate di tentativi a casa.
Passo passo: lo SPID di persona, seduti a uno sportello
Andate allo sportello con documento, tessera sanitaria, telefono ed email: l'operatore compila tutto con voi e vi consegna istruzioni per attivare nome utente e password.
È la strada che consigliamo alla maggior parte degli anziani, e non è un ripiego: è la più sicura, perché un operatore in carne e ossa controlla i documenti al posto della fotocamera. Ecco come si svolge, senza sorprese.
- Scegliete dove andare. Il percorso più conosciuto è l'ufficio postale, con il servizio PosteID di Poste Italiane; ma anche molte pubbliche amministrazioni possono identificarvi gratuitamente per poi rilasciare lo SPID. Sul sito spid.gov.it trovate gli uffici abilitati vicino a casa.
- Prenotate, se possibile. In molti uffici si può prendere appuntamento: vi evita la fila. Se non sapete prenotare online, telefonate o passate un giorno prima a chiedere: allo sportello sono abituati.
- Preparate la busta con i documenti. Carta d'identità, tessera sanitaria, telefono carico e l'indirizzo email scritto su un foglio, letto lettera per lettera. Sembra banale: metà degli intoppi nasce da un'email scritta male.
- Allo sportello, l'operatore fa lui. Controlla i documenti, inserisce i dati, vi fa firmare dove serve. Voi dovete solo portare i documenti e rispondere alle domande. Se qualcosa non vi è chiaro, chiedete: è il loro lavoro e lo fanno ogni giorno.
- Completate l'attivazione con calma. A seconda del gestore, l'attivazione delle credenziali si completa con un passaggio guidato (un messaggio sul telefono o un'email da confermare). Fatelo entro il tempo indicato nelle istruzioni che vi consegnano, senza rimandare di settimane.
- Fate subito una prova. Tornati a casa, provate a entrare in un servizio semplice — per esempio l'app IO, come spieghiamo più sotto — mentre vi ricordate ancora tutto. Se qualcosa non funziona, lo scoprite subito, non tra sei mesi.
Un consiglio da familiari esperti: portate con voi un figlio o un nipote, se potete. Non perché debba fare lui la pratica — il riconoscimento è vostro e personale — ma perché quattro occhi vedono meglio le email scritte piccole e le password da inventare. E poi, diciamolo: si fa anche prima.
Passo passo: lo SPID da casa, con il computer o il telefono
Sul sito del gestore scelto: inserite i dati, create nome utente e password, poi fate il riconoscimento — via video con un operatore, oppure con la vostra CIE. Alla fine arriva l'email di attivazione.
Se ve la cavate con telefono o computer — o avete un nipote seduto accanto — anche la strada da casa è fattibile. I passaggi sono uguali per quasi tutti i gestori:
- Partite solo dal sito ufficiale. Scrivete voi l'indirizzo del gestore (per esempio dalla lista su spid.gov.it), senza cliccare link arrivati via messaggio. I siti falsi che imitano i gestori esistono: di questo parliamo nella sezione sulle truffe.
- Toccate «Registrati» o «Richiedi SPID». Il pulsante si chiama in modi simili su tutti i siti. Vi verrà chiesto di accettare le condizioni del servizio: leggete almeno i titoli, poi proseguite.
- Inserite i vostri dati. Nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, numero del documento e della tessera sanitaria. Copiateli dai documenti, non a memoria: una lettera sbagliata blocca tutto più avanti.
- Create le credenziali. Scegliete nome utente (di solito l'email) e una password robusta ma che riuscite a ricordare: una frase corta che sapete solo voi funziona meglio di un groviglio di simboli. Scrivetela sul foglio da conservare in casa.
- Confermate email e telefono. Vi arrivano due codici usa-e-getta, uno via email e uno via SMS: vanno copiati nelle caselle sullo schermo. È il sistema che verifica che email e telefono siano davvero vostri.
- Fate il riconoscimento. È il passaggio chiave: scegliete la modalità offerta dal gestore — videochiamata con operatore, registrazione audio-video, oppure identificazione con la CIE. Nella sezione qui sotto ci sono i consigli per non restare bloccati.
- Aspettate l'email di attivazione. Quando il gestore ha verificato tutto, vi scrive che lo SPID è attivo. Non è sempre immediato: i tempi dipendono dal gestore, come avverte spid.gov.it. Non serve aggiornare la pagina ogni dieci minuti.
Chi sono i gestori SPID e come si sceglie?
I gestori riconosciuti da AgID sono dodici: Aruba, Etna Hitech, InfoCamere, InfoCert, Intesi Group, Lepida, Namirial, Poste Italiane, Register, Sielte, TeamSystem e TI Trust Technologies. Lo SPID è uguale per tutti.
Qui molti si bloccano una settimana a confrontare nomi sconosciuti. Risparmiatevi la fatica: le credenziali SPID rilasciate dai diversi gestori sono equivalenti e aprono le stesse porte. Cambiano solo tre cose pratiche: come si fa il riconoscimento, se alcune modalità sono a pagamento, e come si viene assistiti quando qualcosa non va.
Quindi scegliete così, in ordine: primo, il gestore che vi permette il riconoscimento nel modo che preferite — per esempio alle Poste, se volete andare di persona; secondo, che la modalità scelta risulti gratuita o con un prezzo chiaro scritto prima di iniziare; terzo, che abbia un numero di assistenza vero, perché il giorno in cui non arriva il codice è quel numero che vi salva. La lista aggiornata e i collegamenti ufficiali sono nella pagina «Richiedi SPID» di spid.gov.it: partite sempre da lì, mai da siti trovati a caso.
Una nota onesta sui costi: usare lo SPID è gratuito, e molte strade per ottenerlo sono gratuite; alcuni gestori fanno però pagare certe modalità di riconoscimento a distanza o prevedono condizioni particolari. Non esiste un prezzo unico valido per tutti, e diffidate di chi ve ne promette uno al telefono. La pagina del gestore, prima di cominciare, deve dirvi chiaramente se pagherete qualcosa: se non lo dice chiaramente, cambiate gestore.
Avete già la CIE? Forse lo SPID potete saltarlo
Con la carta d'identità elettronica e il suo PIN a otto cifre potete entrare nell'app IO e in molti servizi senza fare lo SPID: il telefono legge la carta avvicinandola al retro.
La CIE è la carta d'identità di plastica, rigida, con la vostra foto e un piccolo chip dorato. Se il Comune ve l'ha rilasciata, insieme vi ha dato anche un PIN di otto cifre: quattro cifre le avete ricevute al momento della consegna in Comune, le altre quattro sono arrivate con una lettera a casa. Ritrovare quella busta è il primo passo; senza PIN, la CIE «digitale» non si può usare.
Con la CIE pronta, il percorso è più corto dello SPID: nell'app IO toccate «Entra con CIE», scegliete «Entra con CIE + PIN», scrivete le otto cifre e appoggiate la carta sul retro del telefono, nella parte alta, tenendola ferma qualche secondo finché la lettura non è completata. Il telefono e la carta si «parlano» senza fili: la tecnologia si chiama NFC, ed è la stessa dei pagamenti con la carta appoggiata al bancomat.

Esiste anche l'app CieID, quella ufficiale per usare la CIE sul telefono: si configura una volta e poi autorizza gli accessi con il riconoscimento del viso o dell'impronta, senza appoggiare la carta a ogni accesso. Per molti anziani questa è la combinazione definitiva: CIE per entrare, impronta per fare veloce.
Quando invece lo SPID serve lo stesso? Se il telefono non ha l'NFC o non legge bene la carta, se il PIN della CIE è andato perso (si può richiedere di nuovo al Comune, ma ci vuole tempo), o se preferite entrare dai servizi con semplice nome utente e password. In quei casi, tornate alle tre strade di sopra: lo SPID e la CIE non si escludono, si tengono entrambi come due chiavi dello stesso mazzo.
Cos'è l'app IO e a cosa serve davvero?
IO è l'app ufficiale e gratuita dello Stato: con un solo accesso ricevete i messaggi degli enti, pagate gli avvisi pagoPA, tenete patente e tessera sanitaria nel telefono e leggete le notifiche importanti.
Se lo SPID (o la CIE) è la chiave, IO è la casa che quella chiave apre. È un'unica applicazione, la stessa per tutti gli enti, creata proprio per non dover imparare venti siti diversi. Dentro trovate quattro cose, ed è utile conoscerle per nome perché poi le ritroverete:
1. I Messaggi. Gli enti vi scrivono qui dentro: la conferma di un appuntamento in Comune, l'avviso che un documento è pronto, la comunicazione dell'INPS. Sono messaggi veri, dentro l'app: nessun link strano da cliccare, nessuna fretta. Se un ente partecipa, i suoi messaggi possono arrivare anche qui invece che per posta.
2. I Pagamenti. Bollo auto, TARI, multe e altri avvisi della pubblica amministrazione si pagano dentro IO grazie al sistema pagoPA, con i metodi di pagamento che già conoscete. Ogni pagamento lascia una ricevuta ordinata: niente più foglietti volanti per dimostrare di aver pagato.
3. Il Portafoglio. Potete aggiungere la versione digitale dei vostri documenti: la Patente di guida, la Tessera Sanitaria e la Carta Europea della Disabilità, sempre a portata di mano sul telefono. Comodo in farmacia, dal medico, quando la tessera di plastica è rimasta nell'altra borsa.
4. Le notifiche a valore legale (SEND). Alcune comunicazioni importanti che una volta arrivavano con la raccomandata possono arrivare anche su IO: l'app vi avvisa, voi leggete con calma e, se ci sono spese da pagare, le pagate da lì. È il pezzo più «serio» dell'app, e anche quello che fa risparmiare più code agli uffici postali.
In più, nella sezione Servizi, ogni ente mostra cosa offre: dal cedolino della pensione ai servizi del vostro Comune. Dalla mensa scolastica alla pensione, come dice il sito ufficiale io.italia.it: l'app è una sola, gli enti sono tanti.
Fonte: sito ufficiale io.italia.it — funzioni Messaggi, Pagamenti pagoPA, Portafoglio documenti e notifiche SEND.
Installare IO ed entrare la prima volta, passo passo
Scaricate l'app IO dallo store del telefono, toccate «Entra con SPID» oppure «Entra con CIE», fate l'accesso completo una sola volta e create un codice di sblocco: da lì in poi si entra con codice o impronta.
Il primo accesso è l'unico passaggio lungo: dieci minuti circa, da fare seduti e senza nessuno che metta fretta. Poi non si ripete più, se non quando l'app — per sicurezza — richiede di nuovo l'accesso completo ogni trenta giorni circa.
- Scaricate l'app giusta. Aprite lo store del telefono (Play Store su Android, App Store su iPhone) e cercate «IO» o «App IO Italia»: è l'app dei servizi pubblici, gratuita. Diffidate di app con nomi quasi uguali: l'originale è quella collegata al sito io.italia.it.
- Apritela e scegliete come entrare. Sulla prima schermata vedete due pulsanti: «Entra con SPID» e «Entra con CIE». Scegliete quello per cui siete pronti: questa guida vi ha preparato a entrambi.
- Se entrate con SPID: toccate il pulsante, scegliete il vostro gestore dalla lista (quello scritto sul vostro foglio), inserite nome utente e password, e autorizzate l'accesso con il codice che arriva via SMS o con la conferma dentro l'app del gestore. È esattamente lo stesso gesto che farete per ogni servizio pubblico.
- Se entrate con CIE: toccate «Entra con CIE», poi «Entra con CIE + PIN», scrivete le otto cifre del PIN e appoggiate la carta sul retro del telefono tenendola ferma finché compare «Lettura completata». Se non parte, spostate lentamente la carta lungo la parte alta del retro: il punto giusto cambia da telefono a telefono.
- Accettate le condizioni. L'app vi mostra le condizioni d'uso e l'informativa sulla privacy: scorrete e toccate «Accetto». È un passaggio obbligato, una volta sola.
- Create il codice di sblocco. IO vi chiede un codice di sei cifre, da scrivere due volte uguali. È il codice che userete ogni giorno per aprire l'app: sceglietelo diverso dal PIN della CIE e dal PIN del telefono, e annotatelo sul vostro foglio.
- Attivate l'impronta o il viso, se il telefono li ha. L'app ve lo propone: dite di sì. Da quel momento, per aprire IO basterà il dito o lo sguardo — niente più codici da ricordare a memoria ogni volta.
Fatto l'accesso, fate un giro di perlustrazione senza paura: toccate Messaggi, Servizi e Portafoglio e guardate cosa c'è. Se le scritte vi sembrano piccole, prima ingrandite i caratteri del telefono: nella nostra guida WhatsApp per nonni la sezione «Vedere più grande» spiega i passaggi, che valgono per tutto il telefono, IO compresa. Esplorare non rompe niente: al massimo tornate indietro con la freccia.
Problemi comuni: le soluzioni senza panico
I problemi sono quasi sempre quattro: il codice SMS che non arriva, il riconoscimento video che fallisce, la password dimenticata, il telefono nuovo da configurare. Tutti si risolvono senza rifare lo SPID.
Il codice non arriva. Aspettate qualche minuto prima di chiederne un altro: gli SMS a volte viaggiano lenti, e richiederne tanti in fila può sospendere la procedura per un po'. Controllate il segnale del telefono e che il numero registrato dal gestore sia ancora il vostro. Passati dieci minuti senza codice, chiudete e riprovate più tardi; se il problema si ripete, la strada giusta è l'assistenza del gestore, i cui numeri ufficiali sono su spid.gov.it.
Il riconoscimento video fallisce. Succede a tutti: luce sbagliata, documento che riflette, mano che trema. Rileggete i cinque accorgimenti nella sezione «da casa» e riprovate una volta sola. Al secondo fallimento, cambiate strada invece di intestardirvi: il riconoscimento di persona la chiude in un colpo solo.
La password è dimenticata. Si recupera solo dal sito o dall'app del proprio gestore, alla voce «Hai dimenticato la password?» o «Recupero credenziali»: arriva un codice sul telefono o sull'email registrati e si sceglie una password nuova. Link di recupero arrivati via SMS o WhatsApp non vanno toccati mai: sono il trucco preferito dei truffatori, come spieghiamo anche nella guida Truffe SMS agli anziani.
Il telefono è nuovo (o l'app IO chiede di nuovo l'accesso). Niente panico e niente SPID da rifare: l'identità è vostra, non del telefono. Si installano di nuovo IO e l'app del gestore, si fa un accesso completo, si sceglie un nuovo codice di sblocco. Anche il messaggio «entra di nuovo con SPID o CIE» che IO mostra di tanto in tanto è normale: è un controllo di sicurezza periodico, non un errore.
Se dimenticate il codice di sblocco di IO. Anche qui non si rompe niente: l'app vi fa uscire e rientrare con l'accesso completo (SPID o CIE) e scegliere un codice nuovo. È noioso, non grave — ed è il motivo per cui quel codice andava scritto sul foglio in casa.
Truffe con lo SPID: le regole d'oro per non cascarci
Regola madre: nessun ente e nessun gestore vi chiederà mai password, codici o PIN via SMS, email, WhatsApp o telefono. Chi ve li chiede, in qualunque modo, è un truffatore.
Le difese sono poche e sempre le stesse: arrivate ai siti scrivendo voi l'indirizzo (spid.gov.it, io.italia.it, il sito del vostro gestore), mai dai link nei messaggi; i codici usa-e-getta si digitano solo nella schermata che avete aperto voi, mai dettati a voce; ogni urgenza è un campanello d'allarme — gli enti veri non mettono fretta con «entro un'ora perde tutto»; e se un messaggio vi agita, chiudete tutto e chiamate un familiare o l'ente al numero che conoscete già. Per imparare a riconoscere i messaggi falsi in generale, la nostra guida Truffe SMS agli anziani: la guida pratica e le risorse ufficiali di sicurezza (in inglese) sono il passo successivo. E per le emergenze vere, quelle in cui serve aiuto fisico subito, c'è la guida SOS di emergenza sullo smartphone per anziani.
Un'ultima cosa, perché i familiari ce la chiedono spesso: aiutare un genitore anziano è possibile anche in modo del tutto legale. Oltre ad accompagnarlo a fare il suo SPID, per i servizi INPS esiste la delega dell'identità digitale: si registra all'INPS con l'apposito modulo e, da quel momento, il figlio entra con le proprie credenziali e sceglie di operare per conto del genitore, alla luce del sole e con ogni accesso registrato. È la differenza tra aiutare e «prestare» le credenziali: la prima è la strada giusta, la seconda espone entrambi a rischi.
Per chi è questa guida, detto onestamente: è per gli anziani che vogliono capire e fare da soli, con i loro tempi, e per i familiari che li accompagnano una volta e poi li lasciano autonomi. Potete rimandarla senza danni se avete già la CIE con il PIN e usate solo l'app IO: lo SPID potrete farlo il giorno in cui vi servirà davvero. E se non avete uno smartphone, lo SPID si può comunque usare da un computer di casa o con l'aiuto di un familiare fidato: l'app IO è comoda, non obbligatoria.
State pensando di cambiare telefono durante i saldi? La nostra guida Black Friday per anziani (in inglese) aiuta a riconoscere le offerte vere sui telefoni — ed evitare quelle false.
🖨 Da stampare: la scheda SPID e IO da tenere vicino al telefono
Stampate questa scheda e tenetela insieme al foglio con le vostre credenziali, in un cassetto di casa. Riassume tutto quello che serve ricordare.
| Situazione | Cosa faccio |
|---|---|
| 🔑 Entrare in un servizio pubblico | Cerco il pulsante «Entra con SPID» (o «Entra con CIE»), scelgo il mio gestore, metto nome utente e password e confermo con il codice sul telefono. |
| 📱 Aprire l'app IO ogni giorno | Uso il codice di sblocco o l'impronta: l'accesso completo con SPID/CIE serve solo ogni tanto, quando l'app lo chiede. |
| 💳 Usare la CIE al posto dello SPID | In IO: «Entra con CIE + PIN», scrivo il PIN di 8 cifre e appoggio la carta sul retro del telefono, ferma, finché legge. |
| ⏳ Il codice SMS non arriva | Aspetto dieci minuti senza chiederne altri. Poi riprovo; se continua, chiamo l'assistenza del mio gestore (numeri su spid.gov.it). |
| 🔒 Password dimenticata | La recupero solo dal sito del mio gestore, voce «Recupero credenziali». Mai da link arrivati via messaggio. |
| ⚠ Messaggio «SPID in scadenza, clicchi qui» | Non clicco. Cancello. Lo SPID non si rinnova da un link e nessuno chiede codici per telefono. |
La regola d'oro: i codici si digitano solo nella schermata che ho aperto io — a voce, per telefono, non si danno a nessuno. Mai.
Domande frequenti
- Ho 78 anni e non ho mai usato il computer: posso fare lo SPID lo stesso?
- Sì, e per lei è la strada migliore: lo SPID si può fare di persona, seduti davanti a un operatore. Porti con sé la carta d'identità, la tessera sanitaria, il telefono e l'indirizzo email se ce l'ha: l'operatore compila tutto con lei e al resto pensa lui. Fatto una volta, lo SPID resta suo e non dovrà rifarlo. Molti anziani scelgono questa strada proprio perché non serve toccare il computer di casa.
- Quanto costa fare lo SPID? Ho paura delle spese nascoste
- Lo SPID in sé non costa niente: averlo e usarlo per entrare nei servizi pubblici è gratuito, come dice il sito ufficiale spid.gov.it. L'unica cosa che può costare è il riconoscimento a distanza con operatore in videochiamata, che alcuni gestori fanno pagare. Il riconoscimento di persona e quello con la carta d'identità elettronica sono invece le strade da preferire se volete restare sul gratuito: prima di iniziare, la pagina del gestore dice sempre se la modalità scelta è gratis o a pagamento. Se un sito vi chiede soldi in modo poco chiaro, chiudete e scegliete un altro gestore: sono dodici, e cambiarlo è un vostro diritto.
- Ho già la carta d'identità elettronica (CIE): mi serve anche lo SPID?
- Per entrare nell'app IO e in moltissimi servizi pubblici, no: la CIE basta, insieme al suo PIN di otto cifre e a un telefono che legge le carte senza fili (NFC). Lo SPID diventa comodo se avete perso il PIN della CIE, se il telefono non legge bene la carta, oppure se preferite entrare con nome utente e password. Molte persone fanno entrambe le cose con calma: prima usano la CIE, e fanno lo SPID solo se un giorno serve.
- Il riconoscimento video non mi riesce mai: cosa posso fare?
- Non è colpa sua: è il passaggio che crea più problemi a tutti, non solo agli anziani. Prima di riprovare, mettetevi in una stanza luminosa con la luce in faccia, pulite l'obiettivo della fotocamera e tenete i documenti pronti senza riflessi. Se dopo un paio di tentativi non funziona, non insistete: cambiate strada e fate il riconoscimento di persona in un ufficio, oppure usate la vostra CIE se la avete. Di persona, l'operatore verifica lui i documenti e il problema non si presenta.
- Il codice via SMS non arriva: come entro nei servizi?
- Aspettate qualche minuto senza chiedere subito un altro codice: a volte l'SMS arriva in ritardo, e chiederne troppi in fila può bloccare la procedura per un po'. Controllate che il telefono prenda il segnale e che il numero registrato presso il vostro gestore SPID sia ancora il vostro. Se il codice non arriva nemmeno dopo dieci minuti, chiudete tutto e riprovate più tardi; se il problema continua, chiamate l'assistenza del vostro gestore: sono loro che possono sbloccare il numero. Non chiedete mai a sconosciuti di farvi arrivare il codice sul loro telefono.
- Mio figlio può fare lo SPID al posto mio?
- No: lo SPID è un documento personale, come la carta d'identità, e il riconoscimento deve farlo la persona stessa, anche se un familiare la accompagna e la aiuta in ogni passaggio — questo sì, è possibile e consigliato. Per i servizi dell'INPS esiste però una strada ufficiale pensata per le famiglie: la delega dell'identità digitale. Con la delega, registrata all'INPS, vostro figlio può entrare nei servizi INPS con le sue credenziali e operare per conto vostro, in modo legale e registrato. Fuori dall'INPS, invece, le vostre credenziali SPID non vanno date a nessuno: nemmeno ai familiari, perché ogni accesso risulta fatto da voi.
- L'app IO è obbligatoria? Se non la installo perdo la pensione?
- No, l'app IO non è obbligatoria e non installarla non cambia niente alla pensione: la pensione arriva come sempre, e i servizi restano disponibili agli sportelli e sui siti degli enti. IO è una comodità: mette nello stesso posto messaggi, avvisi di pagamento e documenti, così non dovete aspettare le lettere. Se un messaggio vi dice che «senza IO la pensione si blocca», è una truffa: nessun ente usa l'app per minacciare i pagamenti.
- Ho cambiato telefono: devo rifare lo SPID da capo?
- No, lo SPID non si rifà: è legato a voi, non al telefono. Sul telefono nuovo installate di nuovo l'app IO e l'app del vostro gestore, fate un accesso completo con SPID o CIE, e scegliete un nuovo codice di sblocco. La parte noiosa è solo la prima volta sul telefono nuovo: dopo si torna al codice o all'impronta, come prima. L'unica cosa da preparare sono le credenziali SPID: se non le ricordate, recuperatele prima dal sito del gestore, con calma.
- Mi è arrivato un messaggio: «Il suo SPID scade, clicchi qui per rinnovarlo». È vero?
- No, è una truffa molto diffusa. Lo SPID non si rinnova cliccando link arrivati via SMS, email o WhatsApp, e nessun gestore vi chiede password o codici da un link. Cancellate il messaggio senza toccare il link. Se avete già cliccato e inserito i vostri dati, chiamate subito l'assistenza del vostro gestore SPID e chiedete la sospensione delle credenziali: sul sito spid.gov.it trovate i numeri ufficiali di ogni gestore. Per riconoscere gli altri messaggi falsi, leggete la nostra guida sulle truffe via SMS.
- Ho dimenticato la password dello SPID: come la recupero?
- Dal sito o dall'app del vostro gestore, e solo da lì: cercate la scritta «Hai dimenticato la password?» o «Recupero credenziali» nella pagina di accesso e seguite i passaggi — di solito arriva un codice sul telefono o sulla email che avete registrato. Non usate mai link di recupero arrivati via messaggio: i truffatori li imitano benissimo. Se non ricordate nemmeno quale gestore avete scelto, pensate a dove avete fatto il riconoscimento (per esempio alle Poste): il gestore è scritto anche nelle vecchie email ricevute al momento dell'attivazione.